Che potevi, tu non passi per la via, la sella mi fa largo e tu ben fai.
I Butegar, suvinga Cusensia, dal gran spaventa Tirenzio la Cler,
Chi è che se permette ci sarà, con tutti i berlotti mette il pupillo là.
Mi son del tu mi ami deluret e po di no senti caccia di pet.
«Ni se le bunde fa quel che fumì, e chi me contraddice il pupenti,
Mi fermi un tram in corsa con ton buff e mangi a tre ganaspi sed un luff.
Conto un colpetto e tu sbagli a una casa e quando vuoi spazio trema tutta la città.
Il tuo mio amio passa dappertutto.
Il sangue mi diventi subito brutto.
E quel che veri veri senza brus O me la tacanozza fa discus
I tassi a paghi propri lancheve e ne fa pipa piccia che cumve.
Perché col tuo mio amico di lunedì, all'ospedale che sempre pronti ho quattro letto.
A un ristorante tenuto sull'altra sera, messo il boffato ripiato di manzalese.
Un quattro cin buttini di barbera e un pasticcino all'onda fa col pesce.
Ma quale è stata l'ora di pagare?
E il cane re lì comincia a tremare.
Mi son del tu mi ami delure.
Stetente de parlate taiape.
Ma il camere sta faccia di birbu, la incomincia in pieni di sberlutu.
oi mi putri pasindre per riparam ma luce salominga e pestam
E in tanche mi busavi come un matto, in su la testa al mese pagavate di piatto.
E tu mi ami a fare questi figli.
A me che con i tuoi piedi ho preso un muro.
Insomma, per piantarla per pietà, me son deciso in ultima a pagà.
Ora sarà per mancia qua per dentro, ma il camerello trema va di spavento.
Perché col tuo mio amico tenore, all'ospedale che sempre pronti ho poter letto.